Osservatorio di genere


Arcidonna News
News
Progetto di Arcidonna - VINCERE LA VIOLENZA sulla DONNA Stampa E-mail

Le parole chiave per combattere la violenza sulle donne sono tre:

prevenzione, educazione, cultura.

Il progetto VINCERE LA VIOLENZA sulla DONNA, gratuito e rivolto ad un max di 30 insegnati, comprende 7 incontri ( 4 ore ad incontro) per un totale di 28 ore + 1 seminario conclusivo.

L'impianto tematico prevede la programmazione didattica di genere come strumento di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza contro le donne.

Per richiedere maggiori informazioni scrivere all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
25 Novembre 2014 – Eventi in programma per la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” Stampa E-mail

A Roma, proiezioni di parole legate al tema della violenza sulle donne tingeranno di rosso i palazzi di Piazza del Popolo. Metro e centri commerciali diverranno, inoltre, palcoscenico di 15 pièce tratte dai monologhi di “Storie di donne”, progetto teatrale di Betta Cianchini basato su oltre 200 casi di violenza.


In Campania, Rosaria Aprea, la miss ridotta in fin di vita dal fidanzato, parlerà di violenza contro le donne, in diversi incontri in giro per la regione.

 

A Palermo, fino al 25 Novembre, l’appuntamento è con la manifestazione #MUTA - Arti e Culture Contro la Violenza sulle Donne. Inaugurata venerdì 21 novembre, presso la Sala dei 99 di P.zo Branciforte, con l’intervento musicale/corale a cura dell’Associazione “Amici della Musica” e con la Tavola Rotonda “#MUTA” cui ha preso parte anche Valeria Ajovalasit, Presidente Arcidonna, le iniziative continueranno con il seguente programma:


  • Sabato 22 Novembre 2014 (presso Via Seminario Italo Albanese)

dalle ore 18.00: collettiva d’arte visiva e multimediale

dalle ore 19.00: Action Box:

- Performance di danza della Compagnia Ensemble, coreografia di Michele Pernice, con Frida Bonafede, Ambra Di Bernardini, Claudia Zannelli, Silvia Melodia

-Stalking Angelica, della Compagnia T.S.G. – StrùmmulART, estratto dello spettacolo "Le

donne, i cavallier, gli equivoci amori", di Maria Grazia Maltese, con Maria Grazia Maltese, Arianna D'Arpa e Clara De Rose.

dalle ore 21, Sound street e degustazioni di birre prodotte con metodo artigianale dal birrificio 2BE or not 2BE di Michele Cartaino.


  • Domenica 23 Novembre 2014 (presso Via Seminario Italo Albanese)

Ore 11.00 – 14.00: collettiva d’arte visiva e multimediale

Ore 12.30: brunch

  • Martedì 25 Novembre 2014 (presso la Real Fonderia alla Cala)

Ore 18.30: esposizione fotografica di Viviana Petralia

Ore 20.00 – 21.00: A_Merica, testo e regia di Francesco Romengo, con Gabriele Zummo e Alessia Vaglica. Produzione Compagnia Tea(l)tro. Spettacolo finalista del Premio Ne(x)work.

Ore 21.30: concerto della rock band Sexual Thing, produzione Roxy Studio

Degustazioni di birre prodotte con metodo artigianale dal birrificio 2BE or not 2BE di Michele Cartaino.


Martedì 25 Novembre, inoltre, alle ore 16 a Piazza Croci è in programma la passeggiata di sensibilizzazione dal titolo “Nastri rossi”, organizzata dall'Associazione TACUS per ricordare insieme storie e testimonianze delle vittime di violenze, molestie e maltrattamenti. Il percorso si snoderà lungo Viale della Libertà fino alla tappa conclusiva a Piazza Politeama.

 

A Siracusa, alle 10 davanti al Palazzo di Giustizia partirà il flash mob organizzato dal Coordinamento donne siciliane contro la violenza che vedrà sfilare un serpentone di ombrelli rossi fino all’ospedale Umberto I.

 
Concorso letterario femminile Stampa E-mail

Cosa pensano realmente le donne degli uomini? Cosa dicono o non dicono in privato fra di loro dell’altro genere? Nell’arte, nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nella pubblicità, le donne sono state e sono prevalentemente rappresentate dagli uomini, tanto che una donna fatica a capire qual’è la sua vera identità, sommersa dall’immaginario maschile che la ritrae a suo modo e secondo la sua visione.

Ma gli uomini sono mai stati abituati a vedersi attraverso gli occhi di una donna? Interpretati dal femminile? Questa visione manca nella nostra società. E quello che le donne dicono e pensano degli uomini rimane spesso  negli anfratti delle loro confidenze  private ma poche volte assurge a livello pubblico. 

Proviamo quindi a diffondere il punto di vista delle donne, a far fluire pubblicamente i racconti con le visioni ed immagini che  le donne ci restituiscono dell’altro genere.

L’invito a mandare le proprie storie e racconti è aperto a tutti i generi: autobiografie, racconti, poesie, filastrocche etc. L’unica condizione è la lunghezza del testo che non può essere superiore a 4 cartelle. 

I racconti selezionati verranno letti pubblicamente dalle lettrici della Compagnia nei locali pubblici della Provincia di Pordenone nel mese di marzo, e successivamente  saranno pubblicati insieme ai racconti delle scorse edizioni in un unico volume.

Con il racconto deve essere inviata la scheda dati compilata che potete anche trovare nel sito www.scenadelledonne.it o www.compagniadiartiemestieri.it in cui è necessario precisare, nel caso in cui il testo venga selezionato,  se si intende comparire con la propria identità o con uno pseudonimo per mantenere l’anonimato.

Per partecipare è necessario il versamento di un contributo di 10,00 € sul c/c bancario indicato sul regolamento di seguito riportato.

 

Termine per la presentazione dei racconti: 15 febbraio 2014.

Inviare a : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 
Teresa e Stefania, coppia di fatto iscritta al registro delle unioni civili Stampa E-mail
Mentre l'Italia discute di leggi contro l'omofobia, nel capoluogo più alto della penisola la prima coppia iscritta al registro delle unioni civili è composta da due donne: Teresa Rizza e Stefania Corrao. Un bel salto in avanti verso la modernità per Enna, la città dell'entroterra che alla ritualità arcaica affianca la tutela anche delle coppie gay. Teresa e la sua compagna Stefania da oggi saranno ufficialmente una coppia di fatto. «A chi leggerà della nostra storia - spiega la coppia - vogliamo dire che si è normali pur essendo gay. L'amore è amore a prescindere dal sesso». Le protagoniste non credevano di suscitare tanto interesse ma la loro storia è «un messaggio di speranza» per tante persone che hanno paura di dichiararsi e abbiamo voluto raccontarla.
da Giornale di Sicilia on line - 25/11/2013
 
Donne, Politica e Istituzioni: percorso formativo promosso dall'Università degli Studi di Palermo. Scade il 28 giugno. Stampa E-mail

Donne, politica e istituzioni: percorsi formativi per la promozione delle pari opportunità nei centri decisionali della politica. Questo il nome di uno percorso formativo volto a favorire l’accesso delle donne alle assemblee politiche ed alle cariche elettive.

Su iniziativa del Dipartimento per le Pari Opportunità, l’Università degli studi di Palermo mette a disposizione 80 posti per tutti coloro che vogliono prendere parte agli incontri.

Requisiti richiesti un Diploma di scuola media superiore, ma saranno preferiti gli studenti universitari, che potranno occupare 65 degli 80 posti disponibili.

Chiunque voglia partecipare dovrà redigere le domande in carta libera secondo il modulo allegato nel bando, disponibile anche presso la segreteria del corso (Dipartimento di Scienze Giuridiche, della Società edello Sport, P.zza Bologni, 8–90134) e consegnarle a mano o inviarle con mezzo posta raccomandata a.r., presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, della Società e dello Sport, P.zza Bologni, 8-901342 Palermo.

Sarà possibile, inoltre, inoltrare le domande tramite mail all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. entro il 28 giugno alle ore 13.00. Ogni richiesta di partecipazione dovrà contenere una dichiarazione attestante il possesso del titolo prescritto e la relativa votazione, la fotocopia di un valido documento di identità e, per gli studenti universitari, il piano di studi aggiornato. È di 40 il numero minimo di domande previste per l’attivazione del corso.

Data prevista per l’inizio del corso martedì 10 settembre. La conclusione è stabilita per il 19 dicembre. Il corso durerà 90 ore formative, durante le quali sono previste anche prove in itinere e finali. Ai partecipanti che abbiano preso parte almeno all’80% degli incontri verrà rilasciato un attestato di frequenza. Per maggiori informazioni e per conoscere il programma del corso collegarsi al seguente bando.

PER SAPERNE DI PIU'

 
Si del Senato: la Convenzione di Istanbul è legge Stampa E-mail

Con il “sì” unanime del Senato, la Convenzione di Istanbul è legge. Dopo la votazione alla Camera, preceduta anche da qualche polemica per l’assenza di molti parlamentari durante le discussioni precedenti, il Senato ha approvato all’unanimità la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione della violenza contro le donne e contro gli abusi domestici, siglata nella città turca nel maggio del 2011. La norma entra così nell’ordinamento giudiziario del nostro Paese. Prima della votazione, l’aula ha osservato un minuto di raccoglimento per ricordare, “tutte le donne, ragazze, bambine che hanno subito violenza fisica e psicologica”, ha affermato la vice presidente di palazzo Madama, Linda Lanzillotta.

La Convenzione è stata firmata dall’Italia, dall’allora ministro Elsa Fornero, nel settembre scorso a Strasburgo. Con il via libera di Palazzo Madama, è il quinto Paese ad aver ratificato la Convenzione, che però, per entrare in vigore, ha bisogno della ratifica di dieci Paesi, di cui almeno otto membri del Consiglio d’Europa.

“Il nostro Paese ha compiuto un grande passo nella lotta alla violenza di genere”. Il ministro per le Pari Opportunità Josefa Idem ha espresso grande soddisfazione per il voto di Palazzo Madama. “Con il voto di oggi – ha esordito il ministro – l’Italia vuole ripagare un debito, incolmabile, nei confronti delle tante donne uccise dai mariti, fidanzati, partner o ex partner violenti ed intende tutelare e proteggere le donne dalla violenza maschile”. Poi ha spiegato: “Mancano ancora cinque firme per arrivare ai dieci Paesi europei necessari per l’entrata in vigore, ma ritengo che dobbiamo partire coi lavori per quanto riguarda le richieste della Convenzione di Istanbul”. Precisando inoltre che “occorre dare una lettura a 360 gradi del fenomeno per capirne le origini, le forme e i modi per combatterlo, altrimenti le azioni non sono efficaci”, il ministro ha ricordato che “proprio ieri sono stati avviati i lavori della task force interministeriale da cui mi aspetto risultati concreti”. Idem ha quindi sottolineato il ruolo importante dei Centri antiviolenza: “la Convenzione di Istanbul chiede un numero preciso di centri e ad oggi in Italia siamo appena al 10% di quanto richiesto dalla Convenzione. La rete dei centri va estesa. So che il problema è sempre quello delle risorse, ma non mi fermerò di fronte a risposte negative, i centri se non vengono finanziati scompaiono”.

Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha inoltre tracciato una linea comune da seguire: “L’impegno corale ed unitario delle forze politiche è un segnale di alto valore e significato per la sempre maggiore affermazione dei diritti della donna nella società. Adesso è prioritario proseguire nell’azione di sensibilizzazione verso i nostri partner affinchè ratifichino al più presto la Convenzione e ne permettano la rapida entrata in vigore”. “La Convenzione di Istanbul – ricorda al contempo il Ministro Bonino – prevede impegni legislativi per la modifica del nostro ordinamento su materie molto complesse. Intendo seguire con grande attenzione, in raccordo con i Ministeri competenti e con il Parlamento, il percorso di attuazione della Convenzione. Dobbiamo essere i primi – sottolinea Emma Bonino – ad attuare a casa nostra le “tre p” di Istanbul: prevenire la violenza, proteggere le vittime, punire i colpevoli”.  

Per la presidente della Camera Laura Boldrini aver ratificato la Convenzione “è un segnale importante, soprattutto perché per la prima volta i maltrattamenti contro le donne vengono inseriti nell’ambito della violazione dei diritti umani. Adesso però è necessario dare seguito all’impegno preso dal Parlamento con la ratifica. E dare seguito significa soprattutto trovare la copertura finanziaria per le misure che la Convenzione ci richiede, misure innanzitutto preventive. Senza mai dimenticare che la battaglia che abbiamo di fronte è prima di tutto culturale“.

Anche dal Consiglio d’Europa è arrivato il plauso alla votazione italiana: ”La ratifica del Senato della Convenzione di Istanbul è un atto di primaria importanza per il Consiglio d’Europa, data la sensibilità dell’argomento e la tremenda attualità degli episodi di violenza sulle donne in Italia”, ha dichiarato la Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Gabriella Battaini Dragoni. “Ora attendiamo a Strasburgo all’inizio di luglio il Ministro delle Pari Opportunità, Josefa Idem – ha concluso Dragoni - per la cerimonia ufficiale di ratifica e per un ampio approfondimento di questi temi che hanno visto l’Italia in prima linea sul piano internazionale”.

 
Studio OMS: la vilenza sulle donne è un'epidemia mondiale Stampa E-mail

Una donna su tre nel mondo è vittima di violenze da parte del partner o di violenze sessuali esercitate da altri, secondo un rapporto dell’Oms, che si basa sulle stime di dati sulla popolazione di 81 Paesi. La violenza fisica o sessuale colpisce più di un terzo delle donne nel mondo (35%) e la violenza domestica inflitta dal partner è la forma più comune (30%). Stime prudenti, perché molti casi non vengono denunciati. I dati, scioccanti, sono stati denunciati oggi a Ginevra dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). «La violenza contro le donne è un problema mondiale di salute pubblica di proporzioni epidemiche», ha dichiarato Margaret Chan, direttore generale dell'Oms, presentando il «primo studio sistematico» mai condotto con dati globali, redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in collaborazione con la London School of Hygiene and Tropical Medicine e con il Consiglio sudafricano della Ricerca medica e presentato giovedì a Ginevra.

 

LO STUDIO - Lo studio ha analizzato in maniera sistematica i dati relativi a 169 Paesi negli ultimi 20 anni. In particolare sono stati presi in esame 492.340 casi di omicidio, da 118 studi condotti in 66 Paesi. E secondo gli autori, in almeno in un caso di femminicidio su 5 non sono stati riportati legami, pur esistenti, tra assassino e vittima.

FEMMINICIDI - I risultati, pubblicati sulle riviste Science e The Lancet evidenziano come almeno un omicidio ogni sette nel mondo (13,5%) sia commesso fra le mura di casa per mano del partner. I compagni di vita sono ritenuti responsabili di una quota tra un terzo e la metà di tutti i femminicidi, mentre solo il 6,3% degli omicidi maschili avviene per mano della partner. Il Paese dove le donne sono più a rischio è il Sud-est asiatico, dove più della metà (58,8%) degli omicidi avviene per mano di mariti, fidanzati o compagni. A seguire ci sono i Paesi ad elevato reddito (41,2%), tra i quali è presente anche l’Italia; le Americhe (40,5%) e l’Africa (40,1%). Nei Paesi a medio e basso reddito europei e del Pacifico occidentale i femminicidi ad opera del partner sono molto meno frequenti, circa un caso su 5, e nelle regioni del Mediterraneo orientale ancora meno (14,4%).

LE CONSEGUENZE DEGLI ABUSI - «Tutte le fasce d'età sono colpite», anche se i numeri sono un po' inferiori tra le giovani o le donne in età più avanzata - ha detto Flavia Bustreo, vice direttore generale dell'Oms per la salute della famiglia, delle donne e dei bambini. «Nel mondo, inoltre, il 38% sul totale degli omicidi di donne sono compiuti dai partner. E sono colpite tutte le regioni e le classi sociali». Per le donne vittime di violenza da parte del proprio partner, la probabilità di depressione è quasi due volte più alta rispetto a chi non ne ha subite, così come quella di avere problemi di abuso d'alcol. Salgono anche i rischi di contrarre malattie sessualmente trasmissibli, di aborto e di aver un bambino con un basso peso alla nascita.

PREVENZIONE - «I nostri risultati - ha spiegato Heidi Stockl, autrice dello studio - sottolineano che le donne sono sproporzionatamente vulnerabili alla violenza e all'assassinio da parte di un partner intimo e che le loro esigenze sono state trascurate per troppo tempo». Stockl punta il dito contro le istituzioni, ritenendo questi omicidi «il risultato finale di un mancato intervento da parte della giustizia contro la violenza domestica. C’è ancora molto da fare – aggiunge l’esperta – in particolare per aumentare gli investimenti nella prevenzione di questo tipo di violenza, per sostenere le donne coinvolte in questi episodi, e per controllare il possesso di armi per persone con una storia di violenza alle spalle.

LA CONVENZIONE DI ISTANBUL - L'Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un appello all'azione, fornendo una serie di raccomandazioni al settore della salute. È importante che il personale sanitario sia sensibilizzato e formato per dare adeguata assistenza alle vittime. E fondamentale la prevenzione e l'educazione dei bambini e dei giovani. C'è ancora il concetto che «la violenza contro le donne è tollerabile o, peggio, che ce se ne può vantare. E questo deve assolutamente essere cambiato - ha affermato Flavia Bustreo -. Bisogna far conoscere questo fenomeno e avere leggi che stabiliscano che la violenza contro le donne è un crimine», ha aggiunto. Bustreo si è quindi felicitata con l'Italia per la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa di Istanbul per la lotta alla violenza contro le donne. «Ci auspichiamo che altri Paesi del Consiglio Europeo la ratifichino presto» ha detto, sottolineando il ruolo di leadership svolto dalla presidente della Camera Boldrini e dal ministro degli Esteri Bonino.

 
Premio MELOGRANO II Edizione. Ecco il Bando per giovani donne Stampa E-mail
 Bando della Fondazione Nilde Iotti dal titolo “Premio Melograno" II Edizione. Un premio per le donne e per la convivenza tra i popoli.

Si celebrerà a Roma, il 14 dicembre 2013, la seconda edizione del Premio Melograno della Fondazione Nilde Iotti. Il Premio Melograno assegna ogni anno un riconoscimento a due donne, una italiana ed una nuova italiana di origine straniera impegnate nelle nuove sfide della società multiculturale italiana.Quest’anno è rivolto alle giovani donne per conoscere e valorizzare le loro esperienze positive di integrazione. La scadenza per la partecipazione al bando è fissata per il 30 settembre 2013. Per maggiori informazioni e per scaricare il bando integrale accedi al seguente link: http://www.fondazionenildeiotti.it/melograno_1.php?melograno_id=11

 
Il tuo Capo? meglio donna. I risultati di una ricerca di Harward Business Review Stampa E-mail
L'Harvard Business Review ha pubblicato di recente i risultati di una ricerca internazionale di Zenger-Folkman, secondo cui in azienda le donne sono leader migliori dal punto di vista di collaboratori e dipendenti.

Le caratteristiche che rendono le donne capi migliori? Doti organizzative, capacità di ispirare e motivare, saper costruire relazioni solide e favorire il lavoro di squadra. Nonostante tutto ciò, il 64% dei dirigenti è ancora di sesso maschile, ma non in Italia dove le donne sono solo il 14% nel privato.

Un'altra indagine, questa volta della Commissione europea, svela che i cittadini europei e italiani non avrebbero problemi ad avere una donna nella più alta carica politica del proprio paese.

La leadership femminile sembra dunque apprezzata e ricercata. Eppure, qualcosa non torna. In occasione dell8 marzo, infatti, Manageritalia ha presentato un rapporto  che svela una realtà scomoda da accettare: d’accordo, apprezziamo le donne leader, ma che
non siano le nostre mogli o madri, facciano carriera le altre insomma. Nel vissuto quotidiano l
Italia sembra vivere ancora un Medioevo delle pari opportunità. I dati dellorganizzazione dei manager del terziario e del commercio sono inequivocabili: i pregiudizi sono duri a morire. Pensate che per il 77% del campione intervistato esclusiva femminile è la gestione della casa, per il 56% gli acquisti e per il 50% i rapporti con i figli.

Un dato su cui riflettere è che l87% delle stesse donne si rispecchiano nel modello cenerentola. I condizionamenti culturali sono forti, ma soprattutto sono la società e il mondo del lavoro che in Italia scoraggiano le pari opportunità e ostacolano ad esempio la flessibilità e un superamento di logiche vecchie. Per capire di cosa stiamo parlando basti pensare che nelle nostre aziende viene ancora premiato il lavoratore che si ferma fino a tardi in ufficio, in barba a una visione più corretta e logica, che dovrebbe gestire le persone per obiettivi e valutarle sui risultati raggiunti.

Gli interventi e le proposte per smantellare questo castello di stereotipi e di problemi conseguenti devono arrivare anche da singole iniziative e
progetti delle associazioni professionali come la nostra, dove il Gruppo Donne Manager propone delle soluzioni che danno una risposta all
esigenza di pari opportunità e di conciliazione vita-lavoro. Non dimentichiamoci poi che lobiettivo non è solo quello di bilanciare il lavoro di tutti, delle donne ma anche degli uomini, con la vita personale, ma soprattutto quello di far crescere la produttività delle aziende.

In un momento come quello che stiamo vivendo, le pari opportunità devono essere dunque un volano per la crescita, non uno slogan e un mazzo di mimose
tirati fuori per sentirci a posto con la coscienza.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 75
Torna su