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Solidarietà alle donne afgane: sit in a Roma mercoledì 6 maggio Stampa

La legge schiavista che si vuole approvare in Afganistan – che chiamano nuovo diritto di famiglia- prevede l’obbligatorietà per la moglie di ogni atto sessuale richiesto dal marito, trasformando la libera sessualità coniugale in stupro; obbliga le donne a non opporre resistenza; vieta loro di uscire di casa, cercare lavoro, frequentare la scuola, né possono andare dal medico senza il permesso del marito; affida la custodia dei figli esclusivamente a padri e nonni.
I diritti delle donne sono diritti umani (ONU) e per affermarli troppe donne afgane sono state uccise negli ultimi anni. Quelle che nei giorni scorsi hanno manifestato contro questa legge sono state prese a sassate!

 

Non dobbiamo lasciarle sole.

Mercoledì 6 maggio 2009 dalle 17 alle 19, davanti all’Ambasciata dell’Afganistan,

Via Nomentana 120 Roma

 
Per chiedere al Presidente Karzai e al Parlamento afgano che la vita, la libertà, il corpo delle donne non siano mai oggetto di trattativa –aperta o sotterranea- sia con i talebani che con le istituzioni locali

Per chiedere che l’Italia, che sostiene anche con i propri  soldati il Governo  afgano, faccia sentire la sua voce e, tenendo conto anche della risoluzione approvata a maggioranza dal Parlamento Europeo il 24/04/09 sui diritti delle donne afgane, si adoperi perché la legge non sia solo bloccata, ma RITIRATA.

Per sottolineare che senza la presenza attiva delle donne il Governo attuale sarà sempre debole e a rischio di fondamentalismo.

Per ricordare la ferocia dell’occupazione talebana basata sulla schiavitù totale delle donne alle quali l’ unico protagonismo concesso è quello di essere Kamikaze!   

Durante il sit-in una delegazione porterà queste richieste all’Ambasciatore dell’Afganistan perché le inoltri al Presidente Karzai. 


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Solidarietà alle Donne Afgane!

 Contro ogni loro sconfitta perché sarebbe anche la nostra