Osservatorio di genere


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Camera del lavoro

Struttura territoriale del sindacato, sorta alla fine del XIX secolo allo scopo di organizzare tutti i lavoratori di un certo territorio, indipendentemente dalla categoria alla quale appartenevano. Durante il regime fascista le Camere del Lavoro vennero sciolte e risorsero soltanto durante la II guerra mondiale. Dopo la guerra, però, in seguito alla scissione sindacale, che vide formarsi tre grandi confederazioni (CGIL – CISL – UIL), le Camere del Lavoro rimasero un’articolazione territoriale soltanto della Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL).


Cittadinanza  

Nozione giuridica: in senso letterale cittadino è l’abitante della città; il suo contrario è il contadino o abitante del contado, della campagna. Ma se si prende il termine città nel significato di civitas o comunità politica, allora cittadino è il civis, colui che partecipa della vita pubblica della comunità. Come tale il cittadino è titolare di diritti e soggetto delle decisioni, il suo contrario in questo caso è il suddito, colui che delle decisioni è solo oggetto. Se questo è il cittadino, cittadinanza è la condizione giuridica che appartiene ad un determinato Stato; più propriamente è l’insieme dei diritti e dei doveri che l’ordinamento giuridico riconosce al cittadino.

    • Vincolo di appartenenza ad uno Stato, richiesto e documentato per il godimento di diritti e l’assoggettamento a particolari oneri. / Diritto di appartenenza dovuto a peculiari qualità e benemerenze: rivendicare la propria cittadinanza nell’ambito dell’Accademia.
    • Il complesso degli abitanti di una città: la cittadinanza è invitata a partecipare

    Per “cittadinanza” si intende comunemente l’appartenenza ad uno Stato, il che comporta l’esercizio dei diritti e l’assolvimento dei doveri previsti dalle leggi di quello Stato, e per “cittadino” chi partecipa dei diritti e dei doveri sanciti dalle leggi di uno Stato. Sono quindi diritti e doveri, oltre alla nazionalità, gli elementi “costitutivi” della cittadinanza, quelli che definiscono lo status di cittadino.
    Se guardiamo ai diritti, secondo la ripartizione proposta dal sociologo Marshall, notiamo subito come le donne, al di là delle differenze di ceto, di stato civile, di religione che le possono contraddistinguere, siano state accomunate per lungo tempo dalla esclusione dai diritti politici, il che ne ha fatto, anche durante la Rivoluzione Francese, quando pure venivano chiamate citoyen, delle “cittadine senza cittadinanza”.

Comune  

Ente pubblico locale, a cui spettano tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione e il territorio comunale, salvo quanto attribuito dalla legge ad altri soggetti. Competenze e funzioni del Comune: Assistenza sociale, Istruzione, Aziende municipalizzate, commercio, cultura e spettacolo, economato, igiene e sanità, lavori pubblici, patrimonio, personale, polizia urbana, segreteria generale, sport e turismo, stato civile – anagrafe, trasporti e urbanistica. Organi politici del Comune sono: il Consiglio Comunale, formato da coloro che sono stati eletti dai cittadini del Comune; la Giunta Comunale, organo esecutivo composto dagli assessori; il Sindaco, che presiede la Giunta ed è a capo dell’amministrazione comunale. Il Comune si avvale, per la sua attività, di organi burocratici, cioè degli uffici e dei dipendenti pubblici. Sulle deliberazioni del Consiglio e della Giunta esercita un controllo di legittimità un organo regionale, il CORECO (Comitato regionale di controllo).

Conciliazione di vita professionale e vita familiare  

L’introduzione di sistemi che prendono in considerazione le esigenze della famiglia, di congedi parentali, di soluzioni per la cura dei bambini e degli anziani e lo sviluppo di un contesto e di un’organizzazione lavorativi tali da agevolare la conciliazione delle responsabilità lavorative e di quelle familiari per le donne e gli uomini.

Confindustria  

È la confederazione generale dell’industria italiana, ovvero l’organizzazione sindacale degli imprenditori del settore industriale. Fondata nel 1919, essa è articolata in associazioni padronali di categoria (es: la Federmeccanica raggruppa gli imprenditori del settore meccanico) e in associazioni territoriali (es: L’Assolombarda raggruppa gli imprenditori della regione Lombardia).

Congedo di maternità  

Astensione dal lavoro cui una donna ha diritto per un periodo continuativo concesso prima e/o dopo il parto conformemente, alla legislazione e alle prassi nazionali (direttiva 92/85/CEE del Consiglio, del 19/10/1992, GU L 348, Pag. 1).

Congedo di paternità  

Astensione dal lavoro limitata nel tempo di cui può fruire il padre di un bambino al momento della nascita oppure periodi di congedo di cui si può avvalere un padre alla cura dei figli su base annuale o pluriennale.

Congedo parentale

 Il diritto individuale, in linea di principio su base non trasferibile, a fruire di un congedo per tutti i lavoratori dopo la nascita o l’adozione di un bambino per consentire loro di prendersene cura (direttiva 96/34/CEE del Consiglio, del 19.6.1996, GU L 145).

Considerazione della specificità di genere

La considerazione e l’attenzione per le differenze legate al genere in qualsiasi ambito/attività politici.

Consiglio comunale  

Organo di indirizzo e di controllo politico amministrativo del Comune formato da un numero di membri variabile, secondo la dimensione del Comune, eletti per un periodo di 4 anni. La legge n. 81 del 1993 ha modificato le regole per l’elezione del Consiglio e del Sindaco. Nei Comuni con meno di 15 mila abitanti si vota con un sistema maggioritario, per cui viene eletto sindaco chi ottiene il maggior numero di voti e alla lista dei consiglieri a lui collegata vengono attribuiti i due terzi dei seggi. I rimanenti consiglieri vengono attribuiti alle altre liste. Nei Comuni con più di 15 mila abitanti, il Consiglio viene eletto con sistema proporzionale, ma la lista o le liste che hanno presentato chi è stato eletto sindaco ottengono un premio di maggioranza (cioè più consiglieri di quanti spetterebbero rispetto alla percentuale di voti effettivamente ottenuta).
Consiglio di sicurezza dell’ONU  
Organo composto da 15 membri, rappresentanti di stati aderenti all’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite). Di questi, 5 sono membri permanenti (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti) ed il loro voto favorevole è necessario perché una risoluzione venga approvata (diritto di veto), mentre gli altri 10 sono nominati fra tutti gli stati membri per un periodo di due anni. Il Consiglio decide le misure necessarie, compreso l’uso della forza militare, quando sia minacciata la pace (intervento di Stati membri, come nel caso della Guerra del Golfo del 1991, oppure invio di “caschi blu”, come in Somalia o nella ex Jugoslavia).

Consiglio di stato  

Organo costituzionale composto da sei sezioni, ognuna con un presidente e almeno sette consiglieri, che dà pareri al Governo e alle Regioni su questioni di carattere giuridico – amministrativo. Il Consiglio di Stato svolge inoltre la funzione di giudice di appello rispetto alle sentenze dei Tribunali amministrativi regionali (Tar).

Consiglio provinciale  

Organo elettivo con compiti di indirizzo e di controllo nei confronti dell’amministrazione provinciale. Rimane in carica 4 anni e, secondo la legge n. 81 del 1993, l’elezione dei consiglieri è strettamente legata all’elezione diretta del Presidente della Provincia. Infatti, una volta eletto presidente chi ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti in primo o secondo turno (ballottaggio), al gruppo o ai gruppi di candidati collegati all’eletto viene attribuito il 60% dei seggi. I restanti seggi vanno agli altri gruppi, proporzionalmente ai voti ottenuti.

Consiglio regionale  

Organo della Regione con potestà legislative e regolamentari, composto dai consiglieri, in numero da 30 a 80, in proporzione alla popolazione regionale. I consiglieri sono eletti dai cittadini residenti e non possono, contemporaneamente far parte del Parlamento. Il Consiglio Regionale si organizza, come le Camere, in commissioni ed elegge un presidente, che svolge le stesse funzioni dei Presidenti delle Camere. Il Consiglio delibera, nelle regioni a statuto ordinario, lo statuto, che disciplina l’organizzazione interna della Regione. Nel caso delle Regioni a statuto speciale, invece, gli statuti vengono approvati con legge costituzionale (in Sicilia il Consiglio regionale viene definito con il termine di Assemblea Regionale Siciliana: ARS).

Consultorio familiare  

Servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità, istituito con legge 405/75 e leggi regionali, nell’ambito dei Comuni o dei loro consorzi e quale organismo operativo delle Unità Sanitarie Locali (USL, attuate nel 1978 e riorganizzate in Asl nel 1992). La successiva legge 194/78 (Tutela sociale della maternità e interruzione volontaria della gravidanza) attribuisce al consultorio familiare la funzione di assistere la donna in stato di gravidanza anche nella decisione eventuale di richiederne l’interruzione (aborto).

Contraccezione  

Insieme delle pratiche per evitare la procreazione. L’informazione sui vari metodi attraverso i quali può essere effettuata è affidata alle strutture pubbliche, in particolare al consultorio familiare.

Contratto sociale in base al sesso  

Un insieme di regole implicite ed esplicite che disciplinano le relazioni donne-uomini e che attribuiscono diverso lavoro e valore, diverse responsabilità e obblighi agli uomini e alle donne. Esso interviene su tre livelli: la sovrastruttura culturale (le norme e i valori della società), le istituzioni (la famiglia, il sistema sociale, quello educativo e quello lavorativo) e i processi di socializzazione soprattutto nell’ambito della famiglia.

Corte costituzionale

 Organo previsto dalla Costituzione italiana con il compito di decidere se una legge è in contrasto con la Costituzione stessa e, in tal caso, abrogarla, cioè cancellarla dall’ordinamento giuridico. Per intervenire, la Corte deve essere sollecitata da un giudice. Quando, infatti, in un processo emerge (in genere per l’intervento di un avvocato) che una norma giuridica appare in contrasto con la Costituzione, il processo viene sospeso e si chiede alla Corte Costituzionale di decidere. La Corte ha, inoltre, altri compiti: decide sulle questioni che possono sorgere fra gli organi dello Stato e fra lo Stato e le Regioni; diventa giudice quando sia messo sotto accusa il presidente della Repubblica; decidere se una proposta di referendum può essere accettata o meno (dato che l’art. 75 della Costituzione non consente il referendum in determinati casi). La Corte è composta da 15 giudici, nominati per nove anni in pare dal Parlamento, in parte dal Presidente della Repubblica, dalla Corte di Cassazione, dal Consiglio di stato e dalla Corte dei conti.
Costituzione
Documento solenne nel quale sono contenute le norme giuridiche che stanno alla base di ogni Stato. In essa il cittadino trova affermati i suoi doveri ma, soprattutto, i suoi diritti nei confronti dello Stato. Dopo la Magna Charta libertatum (Carta solenne delle libertà) che, in Inghilterra nel 1215, venne strappata al re dai suoi baroni, le prime Costituzioni moderne vengono stese in seguito alla Rivoluzione americana, che porta all’indipendenza delle colonie dall’Inghilterra, e alla Rivoluzione francese.

Costituzione italiana  

    Alla fine della II guerra mondiale, il popolo italiano venne chiamato a decidere tramite referendum se mantenere la monarchia o invece passare alla repubblica (la maggioranza dei votanti scelse la repubblica) e, contemporaneamente, ad eleggere i propri rappresentanti in un’Assemblea costituente per stendere una nuova Costituzione, al posto dello statuto albertino, concesso dal re Carlo Alberto nel 1848, prima dell’unità d’Italia. Tale Costituzione entrò in vigore il 1° Gennaio 1848. Si compone di 139 articoli, divisi in tre parti. I primi 12 articoli riguardano i Principi Fondamentali; seguono i Diritti e doveri dei cittadini e, infine, l’Ordinamento della Repubblica. A differenza dello statuto, si tratta di una Costituzione rigida, in quanto per essere modificata ha bisogno di una procedura parlamentare più complessa di quella prevista per le leggi ordinarie (doppia votazione in entrambe le Camere a distanza di tre mesi; maggioranza assoluta dei deputati e senatori nella seconda votazione; possibilità di referendum popolare se la modifica nella seconda votazione non ha ottenuto la maggioranza dei due terzi del Parlamento).

Crisi di governo  

Il Governo rimane in carica finché ha la fiducia del Parlamento. Quando questa sia persa e il Parlamento voti una mozione di sfiducia, il Governo deve dimettersi e si ha la crisi. Ge¬neralmente, però, la crisi scoppia senza una mozione (crisi extraparlamentare), ma in seguito alla valutazione politica del Governo, che verifica di non godere più della fiducia dei partiti che lo sostenevano (quando si tratta di governo di coalizione). In ogni caso, la crisi mette in moto le consultazioni del presidente della Repubblica per formare un nuovo governo, seguite dalla nomina del presidente del Consiglio e dei ministri. Se il Presidente verifica che nessun Governo ottiene la fiducia del Parlamento, scioglie le Camere e indice nuove elezioni.
 
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