Osservatorio di genere


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Appello per l'approvazione della legge contro la violenza sulle donne Stampa E-mail
In questi giorni sul tema della violenza sulle donne, e più in generale sul tema della sicurezza, si sono riaccesi i riflettori dei media. A scaturire questo ritorno d'interesse alcuni fatti di cronaca che hanno superato quel muro di silenzio che solitamente accompagna la quotidiana mattanza delle violenze di genere. Così, come avviene quando problematiche fondamentali della vita sociale vengono gettate nell'arena politica più per alimentare sterili dibattiti che per spingere ad efficaci azioni, si smarrisce facilmente il nocciolo della questione e ci si perde in inutili polemiche. Si parla ora di istituire ronde di quartiere, un palliativo mediatico per confortare un'opinione pubblica spaventata e inorridita, ma che non risolverebbe né il problema della sicurezza, né quello della violenza sulle donne. E questo per tutta una serie di ragioni che sarebbero di pubblico dominio se solo politica, media e istituzioni avessero prestato orecchio alle tante associazioni che meritoriamente lavorano sul territorio per arginare il fenomeno.

Una ragione su tutte: le ronde non servirebbero perché lavorano in strada e non reprimerebbero le violenze domestiche, che, dati Istat alla mano, rappresentano la stragrande maggioranza dei delitti contro le donne. La violenza sulle donne è innanzitutto un problema culturale del nostro tessuto sociale, un problema che riguarda anche le fasce della popolazione più agiate e istruite. A ciò fa da contraltare una preoccupante carenza legislativa.

Le leggi italiane, infatti, sono insufficienti a garantire la punibilità del reato e la certezza della pena. Non è un caso che il 90 per cento delle donne vittime di violenze non denunci il reato e che chi denuncia non riesca spesso a far arrestare il proprio aguzzino.

E' necessario, pertanto, che le istituzioni intervengano con serietà attraverso una legge sistemica che agisca al contempo sulla prevenzione e sulla certezza della pena, appoggiandosi alla rete dei centri antiviolenza e alle associazioni che da anni operano quotidianamente sul territorio.

Una normativa del genere è già stata scritta. S'intitola "Misure di sensibilizzazione e prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la persona e nell'ambito della famiglia, per l'orientamento sessuale, l'identità di genere e ogni altra causa di discriminazione". Si tratta di un disegno di legge che affronta in maniera organica e integrata la materia e che è stato frutto di un approccio multidimensionale al quale hanno dato il loro contributo le associazioni di donne impegnate contro ogni forma di violenza di genere.

E' un testo redatto con quelle competenze e quelle risorse umane che la politica italiana si ostina a non ascoltare. Un testo che sortirebbe sicuramente molti più effetti benefici di quanto farebbe l'istituzione delle ronde. Noi di Arcidonna ne siamo convinte e per questo lanciamo un appello affinché il primo atto del nuovo Parlamento sia di trasformare finalmente questa proposta normativa in legge.

Per aderirvi basta mandare una mail a arcidonna@arcidonna.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . Occorre fermare la mattanza, al più presto.
 
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