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Procreazione assistita: una brutta pagina per il paese Stampa E-mail
Otto marzo, manifestazione unitaria delle donne palermitane

Il governo di centro-destra ha voluto una legge sulla procreazione medicalmente assistita, PERICOLOSA per le donne, UMILIANTE per la comunità medica e scientifica, ISOLATA in Europa.

ATTACCA L’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE
riconoscendo soggettività giuridica all’embrione e rischia di mettere in discussione la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

METTE A RISCHIO LA SALUTE DELLE DONNE
riducendo a tre il numero degli embrioni da impiantare e proibendone la conservazione. Questo divieto riduce la possibilità di riuscita e costringe le donne a pesanti interventi sul proprio corpo.

ESERCITA UNA VIOLENZA INAUDITA SUL CORPO DELLE DONNE
imponendo l’impianto dell’embrione anche se gravemente malformato.

PONE LIMITI INGIUSTIFICATI
alla ricerca medica e scientifica e alla possibilità di nuove scoperte per curare gravi patologie e per migliorare la vita delle persone

MORTIFICA LA LAICITÀ DELLO STATO E LA RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE
imponendo una sola morale e limitando la scelta di donne e uomini.

Ribelliamoci ad un progetto di società autoritaria che ci vuole ridurre a sudditi-consumatori passivi, senza libertà e senza diritti, pregiudicando negativamente le scelte delle nuove generazioni.

Scendiamo in piazza l’8 marzo

• per mostrare una altra idea di società e di convivenza, fondata sul riconoscimento della differenza, sul rispetto reciproco, sul dialogo, sulla solidarietà e sulla libertà di donne ed uomini

• per affermare che non si torna indietro su conquiste fondamentali di civiltà

Comitato donne 8 marzo 2004


 
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