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Arcidonna News "Giunta senza donne". Il Tar condanna il sindaco, ma lui si ribella
"Giunta senza donne". Il Tar condanna il sindaco, ma lui si ribella Print E-mail
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E' accaduto a Molfetta. Il primo cittadino Azzolini (senatore del Pdl) ha nominato solo assessori uomini, nonostante una norma dello statuto comunale che "invita" al rispetto del principio delle pari opportunità. Per uqesto i giudici ammininistrativi lo hanno condannato a rivedere le scelte. Invano Il Tar gli aveva dato otto giorni di tempo per reclutare donne nel suo esecutivo, dando ragione alla consulta delle donne che, appellandosi a quanto contenuto nello statuto del comune, aveva fatto ricorso contro la nomina di una giunta interamente composta da uomini. Ma il sindaco di Molfetta, nonché presidente della commissione Bilancio al Senato, Antonio Azzolini non si è piegato ai giudici e sfruttando un cavillo giuridico ha riconfermato tutti i suoi dieci assessori. Un'azione di forza che è balzata alle cronache nazionali, anche per merito del video diffuso sul web in cui il sindaco (in quota Pdl) ha affrontato a muso duro i consiglieri d'opposizione. Con stile non proprio british.

Ma al di là del folklorismo di Azzolini, questa vicenda mette in chiaro (e forse un po' alla berlina) il machismo imperante della politica italiana. Il sindaco di Molfetta, infatti, non solo ha nominato una giunta di soli uomini, ma in più ha fatto di tutto per aggirare la legge. Quella norma, contenuta nello statuto del comune, che tutela il principio delle pari opportunità nella composizione dell'esecutivo.

Il ricorso, poi vinto, era stato presentato da Serenella Molendini, consigliere di parità in Puglia e da Francesca La Forgia, componente della Consulta delle donne di Molfetta. Con un'ordinanza di tre pagine, il giudice relatore del Tar pugliese, Roberta Ravasio aveva ordinato al sindaco "di provvedere entro otto giorni alla rinnovazione delle nomine dei componenti della giunta" e "di adoperarsi al fine di favorire la rappresentanza di entrambi i sessi all'interno della giunta". Il sindaco Antonio Azzolini avrebbe, quindi, dovuto applicare il principio della parità o in caso contrario spiegare le ragioni che lo hanno portato a formare una governo di soli uomini.

Evidentemente ha trovato il modo di esporre le sue ragioni ai giudici. Sicuramente con più diplomazia rispetto a quanto ha fatto con il consiglio comunale.
 
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