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VIOLENZA DI GENERE: GINECOLOGI AL FIANCO DELLE DONNE Stampa

La Società italiana di ginecologia scende in campo contro le violenze sulle donne e annuncia: “Il nostro compito non è solo quello di curare. Ci impegneremo attivamente con una campagna articolata per aumentare la sensibilità fra i nostri soci e aiuteremo le nostre pazienti a denunciare”

Contro la violenza alle donne, soprattutto quella domestica, più diffusa e insidiosa, il ginecologo rappresenta uno dei principali alleati delle donne. A dirlo, assicurando impegno da parte degli specialisti, è Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), che ricorda i dati presentati nei giorni scorsi dal 'Telefono Rosa', secondo i quali sempre più spesso l'autore della violenza si nasconde in casa. "La violenza sulle donne - afferma Vittori - continua a rappresentare la principale minaccia alla loro salute, fisica e psichica: sono più di mezzo milione (520 mila) quelle dai 14 ai 59 anni che nel corso della loro vita hanno subito una violenza tentata o consumata, il 3% del totale in quella classe d'età", sottolinea.
"Come società scientifica che raccoglie la gran parte dei ginecologi italiani - aggiunge Vittori - vogliamo impegnarci attivamente con una campagna articolata per aumentare la sensibilità fra i nostri soci sul tema della violenza e sulla la consapevolezza degli interventi da mettere in atto quando si riscontra un episodio a danno di una paziente. Ma anche e soprattutto per portare questa questione in evidenza e denunciarla con forza, per promuovere un cambiamento culturale profondo. Un obiettivo che risponde alla nostra mission più autentica: ridare valore al femminile a 360 gradi". Lo specialista, spiega Vittori, segue la paziente per molti anni, in tutte le più importanti tappe della vita, e ne conosce da vicino anche la famiglia e il contesto sociale. "Noi ginecologi - continua l'esperto - siamo convinti di poter rappresentare una sponda importante per le nostre pazienti, a cui leggiamo negli occhi e nel corpo i soprusi subiti. Il nostro ruolo non è tanto, o non solo, intervenire su organi che devono essere curati, ma soprattutto proporci come 'investigatori colti' alla ricerca della causa del disagio e della giusta terapia. Senza contare che spesso siamo chiamati a seguire la donna in una 'non malattia', come nel caso della gravidanza, della salute riproduttiva, della menopausa". E il principale strumento diagnostico, avverte Vittori "è la comunicazione. Il ginecologo informa, educa, consiglia. Quindi - conclude - può e deve intervenire anche nelle storie di violenza: non solo quando richiede cure mediche, ma anche se si presenta come una malattia relazionale, di abuso nei confronti di un'altra persona ritenuta di minor valore".