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SICUREZZA. ARCIDONNA: RONDE? PALLIATIVI,MARONI SENTA ASSOCIAZIONI SERVE SUBITO LEGGE CONTRO VIOLENZA DONNE, MANCA CERTEZZA PENA Stampa

"Contro la violenza non si lavora con piccoli palliativi, ronde qui o ronde la', ma con un serio intervento strutturato di sistema. Farebbero bene politici come Maroni ad ascoltare di piu' le donne e le associazioni che si preoccupano da sempre di questi temi".

Risponde cosi' Valeria Ajovalasit, presidente nazionale di ArciDonna, a Roberto Maroni (Lega Nord), possibile prossimo ministro dell'Interno, che in un'intervista al 'Corriere delle Sera' rilancia la vecchia idea del Carroccio delle 'ronde', volontari per la vigilanza contro la criminalita', sull'esempio dei City Angels di Milano. "La cosa che a me stupisce sempre quando ascolto proposte che riguardano la sicurezza- sottolinea Ajovalasit- e' che si dimentica quali sono i soggetti piu' a rischio che subiscono violenza, cioe' le donne. Di sicurezza continuano a parlarne sempre gli uomini, sarebbe importante invece cominciare a sentire noi sulle cose che occorre fare, servirebbe parlarne meno e legiferare di piu'". Vorrei ricordare a Maroni, aggiunge Ajovalasit, "che la prima cosa che il Parlamento dovrebbe mettere all'ordine del giorno e' il disegno sulla violenza sessuale.
Occorre mettere in campo la prevenzione, intervenendo da un lato con giuste le pene, dall'altro con aspetti fondamentali come il far eseguire effettivamente le condanne, perche' ora non c'e' la certezza della pena". Un violentatore, spiega la presidente, "deve sapere che andra' in carcere e ci rimarra', ma cosi' oggi non e'".
Poi, aggiunge, "ci vuole un lavoro di prevenzione sul territorio. Il problema non sono le ronde. I territori italiani sono totalmente svuotati, non ci sono piu' luoghi dove i cittadini partecipano, ascoltano e si interessano.
Se non ripristiniamo nei territori la responsabilita', difficilmente troviamo risposte alla violenza". Perche', prosegue Ajovalasit, "se e' vero che la violenza sulle donne e' esercitata in alcuni casi dagli immigrati, e' vero anche che per lo piu' avviene all'interno delle famiglie e non viene mai denunciata".
Per la presidente Arci Donna occorre "cambiare pagina". E lamenta di essersi "stancata" di intervenire "su cose dette da Maroni, Prodi e altri". La verita', dice, "e' che non c'e' in questo paese un'attenzione seria e una valorizzazione di organizzazioni e associazioni che lavorano 365 giorni l'anno, e finche' questo paese sara' gestito dagli uomini difficilmente saremo capaci di cambiare le cose". E questo e' dovuto soprattutto all'assenza di un numero sufficiente di donne in Parlamento, "e in una democrazia cosi' fragile come quelle italiana- conclude Ajovalasit-, questo e' gravissimo, come ci dicono tutti i parametri di confronto con l'Europa".