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ELEZIONI: ARCIDONNA "NUOVO PARLAMENTO ANCORA POCO 'ROSA'" Stampa

Rispetto alle ultime elezioni politiche, un piccolo miglioramento c'è stato. Ma le donne elette al parlamento italiano continuano ad essere un'esigua minoranza. Secondo i primi dati elaborati dall'Osservatorio di genere di Arcidonna (che tengono conto dei dati del Viminale e delle prime indicazioni dei partiti sulle scelte di coloro che sono stati candidati in più circoscrizioni) le donne che siederanno nei seggi della Camera sarebbero 133, ossia il 21,1 per cento del totale. Al Senato, invece, le donne elette sarebbero 55, il 17,4 per cento del totale.

L'Italia, secondo l'Inter-Parliamentary Union, passerebbe così dal 67^ al 50^ posto nella classifica mondiale per presenza di donne in Parlamento.
Nel 2006, infatti, le elette erano state 109 a Montecitorio (il 17,3 per cento) e 45 a Palazzo Madama (il 14 per cento). La crescita, insomma, è stata minima.
Andando a guardare i singoli partiti, il Pd ha portato 65 donne alla Camera su 217 deputati (il 29,9 per cento) e 36 donne al Senato su 118 senatori (il 30,5 per cento). "Si è vicini, insomma, al 33 per cento di donne in Parlamento annunciato dal leader Walter Veltroni in campagna elettorale - spiega Arcidonna -. Negativo invece il dato del Pdl, che porta 54 donne alla Camera su 276 deputati (19,5 per cento) e 13 donne al Senato su 147 senatori (8,8 per cento)".

Per quanto riguarda gli altri partiti, alla Camera le percentuali di donne sono 6,6 per l'Italia dei Valori, 16,7 per la Lega Nord, 5,6 per l'Udc. Niente donne per gli altri partiti.
Al Senato, percentuali di donne sono 14,3 per l'Italia dei Valori e 12 per la Lega Nord. Niente donne per gli altri partiti.
"Le donne continuano ad essere escluse dalla vita politica di questo Paese - dice Valeria Ajovalasit, presidente nazionale di Arcidonna >. Solo un quinto dei parlamentari è composto da donne: un dato allarmante, che non può essere spiegato, come ha fatto Berlusconi, alla luce di una maggiore presenza di uomini in politica. Al Parlamento ci sono più uomini perchè i partiti hanno scelto razionalmente di non fare eleggere le donne. E' una scelta politica. Non è un caso che il Pdl, pur vincendo, abbia portato alla Camera e al Senato meno donne del Pd. Speriamo che in sede di nomine governative ci sia una sorta di compensazione da parte della coalizione vincente.Il Pd, invece, ha avuto il merito di aver raggiunto un incoraggiante 30 per cento - aggiunge -, quota che, però, rimane risicata, visto che l'obiettivo minimo indicato dal partito prima delle elezioni era stato del 33 per cento. I timori espressi da Arcidonna prima delle urne non erano poi così infondati".