Osservatorio di genere


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Arcidonna parte civile al Processo Ruby - Conferenza Stampa, Palermo 28 marzo 2011 Stampa E-mail

Arcidonna difende le donne.

I reati contestati a Berlusconi sono reati che ledono la dignità delle donne. In questo procedimento penale sono persone offese non soltanto le donne vittime dei reati contestati al Premier, ma tutte le donne che l’associazione per statuto rappresenta. Ed invero, lo sfruttamento, anche consapevole, del loro corpo è una violazione dei diritti inviolabili non soltanto della singola donna, ma di tutte le donne. E Arcidonna difende tutte le donne, nella loro dignità personale ed umana.

Così come l’infortunio sul lavoro non offende il singolo operaio, ma anche il sindacato che combatte per la tutela e la sicurezza sul posto di lavoro; così come l’estortore, che con le sue minacce non offende il singolo taglieggiato ma tutte le associazioni di categoria che operano a tutela dell’imprenditore, così, Arcidonna è direttamente e personalmente offesa da quelle illecite condotte stigmatizzate nei capi di imputazione elevati contro Berlusconi.

E’ scopo dello statuto, infatti, quello di perseguire “in via esclusiva finalità di solidarietà sociale quali la generale tutela dei diritti delle donne e la loro integrazione sociale e lavorativa, specialmente nei casi di situazioni di disagio e di emarginazione sociale, avendo altresì riguardo alle loro condizioni fisiche, psichiche, economiche sociali o familiari. A tal fine opera nel campo della tutela dei diritti civili ed in particolare della tutela delle pari opportunità fra donne e uomini, anche allo scopo di realizzare l’effettiva attuazione del diritto di cittadinanza delle donne e il raggiungimento della democrazia paritaria.” (art. 3). Ma ancora, statutariamente l’Associazione si propone di sensibilizzare le donne di tutta Europa sul tema della democrazia paritaria al fine del compimento della parità sociale fra uomini  e donne e del superamento di qualsiasi forma di emarginazione ed esclusione.” (art. 4). Ebbene, non v’è chi non veda che lo sfruttamento mercenario della donna in funzione esclusiva del suo corpo determina un salto indietro di un secolo nel processo di integrazione e di parità sociale fra uomo e donne, ristabilendo velate e vetuste forme di emarginazione sociale e morale della donna stessa. La costituzione di parte civile di Arcidonna è un fatto dovuto per abbattere quel muro di emarginazione che ancora oggi qualcuno vuole tirare su. E’ un atto che ogni coscienza sociale e civile impone e che ben si inserisce, sotto il profilo giuridico, in un sistema dove le associazioni di categoria hanno pieno ingresso, in fatto di tutela di diritti soggettivi propri, in procedimenti penali per reati che offendono e ledono gli scopi statutariamente prefissati. Il giorno 6 aprile p.v. verrà depositato in udienza l’atto di costituzione di parte civile di Arcidonna. Lavora sul punto un pool di avvocati provenienti da diversi fori di Italia: Nino Caleca, Monica Gambirasio , Roberto Mangano,  Roberta Flaccovio, e Marcello Montalbano. L’atto di costituzione verrà depositato in udienza dall’Avv. Monica Gambirasio.

Milano, 6 aprile 2011 - Arcidonna deposita l'atto di costituzione di parte civile

 
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