Osservatorio di genere


 

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CONTRO LA VIOLENZA NON BALLIAMO DA SOLE Stampa E-mail
UNA FESTA DANZANTE PLANETARIA PER FERMARE IL FEMMINICIDIO. APPUNTAMENTO NELLE PIAZZE ITALIANE IL PROSSIMO 14 FEBBRAIO.

La danza è una «via diretta alla verità: pericolosa, gioiosa, sensuale, sacra, dirompente, contagiosa, e rompe le regole. Si può ballare in ogni momento, in ogni luogo, con chiunque e gratis. Il ballo unisce e spinge ad andare oltre: questo è il cuore di One Billion Rising». Per il prossimo 14 febbraio (5° V-Day, movimento contro la violenza sulle donne) la creatrice di I Monologhi della Vagina, Eve Ensler, ha invitato il mondo a una festa da ballo planetaria. R.S.V.P.: e il mondo, 184 paesi (ne mancano appena 14) ha accettato l’invito. Si danzerà dappertutto per fermare la violenza che opprime ogni giorno un miliardo di donne. Ma se «un miliardo di donne violate è un’atrocità» dice Ensler «un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione» One Billion Rising è una protesta creativa e non violenta cui hanno aderito «singoli e associazioni di tutti i tipi. Intellettuali, star del cinema come Robert Redford e Rosario Dawson, lavoratori migranti. Contadini e ballerini professionisti. Grandi organizzazioni, da Amnesty International ai sindacati americani, e piccoli centri antiviolenza. Il Dalai Lama e tante attiviste appassionate. Gente di tutti i mondi e di ogni posizione politica, economica, sociale ed etnica che lotta insieme per un comune obiettivo. È straordinario». Intervista di Marina Terragni a Eve Ensler, autrice de I monologhi della vagina. TUTTI GLI APPUNTAMENTI NELLE CITTA' ITALIANE.

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La relazione tra i generi: una opportunità o un problema? Stampa E-mail
VIOLENZA DI GENERE: LA SVOLTA PARTE DA BAMBINI
Gazzetta di Sicilia - di Pia Parlato, 22/01/2013 - Violenza di genere, femminicidio, strage di donne. E’ nella famiglia che nasce il contrasto, la tentazione di soffocare il confronte con la violenza, di annegare la diversità nel sangue. Ecco perché è necessario intervenire già nella primissima infanzia per abbattere gli stereotipi di genere radicati nella cultura attraverso la scuola. Oggi a Palermo si parla di questo nel convegno "La relazione tra i generi una opportunità o un problema?", organizzato dall’associazione Arcidonna, dalla Flc Cgil e da Proteo Fare Sapere, per affrontare il fenomeno della violenza di genere. "Negli ultimi anni - ha detto Valeria Ajovalasit presidente nazionale Arcidonna - si e' assistito a una recrudescenza del fenomeno della violenza di genere. Per questo dobbiamo agire con interventi concreti di sensibilizzazione che devono partire fin dalla scuola dell'infanzia". Un invito che ha incassato la disponibilita' di tutti i rappresentanti alle istituzioni presenti al dibattito, dal rettore dell'universita' di Palermo Roberto Lagalla all'assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra che ha garantito la massima disponibilita' ad Arcidonna perche' convinta che "solo partendo dalle scuola sara' possibile cambiare le cose. Possiamo utilizzare bene, per la prima volta, i fondi europei e insieme sono convinta che possiamo fare grandi cose". "Nei confronti della violenza contro le donne si puo' avere solo una posizione radicale con una risposta altrettanto radicale perche' e' un fenomeno intollerabile. Bisogna capire, pero', come questa radicalita' di posizione possa essere inserita in maniera stabile all'interno della scuola". Cosi' il sottosegretario del Miur Marco Rossi Doria. Secondo Rossi Doria, pur nella sua tragicita' il fenomeno puo' rappresentare un'opportunita' se "si riuscira' a inserire nel percorso educativo questo tema in maniera proficua. E per superare gli stereotipi di genere - ha aggiunto il sottosegretario - dobbiamo guardare a quel che avviene tra i ragazzi ma dobbiamo tenere conto anche delle relazioni e del coinvolgimento dei docenti. Il rapporto tra maschi e donne va studiato e penso che nella discussione dobbiamo avere il coraggio di porci delle domande. Dobbiamo creare una scuola - ha concluso - che abbia tempo e spazio per la discussione sul tema della differenza di genere ed e' questa la sfida che dobbiamo affrontare oggi".

Il Moderatore.it
- "Arcidonna apre il dibattito sui generi" di Francesca Del Grosso
Gazzetta di Sicilia
- "Violenza di genere: la svolta parte da bambini" di Pia Parlato
Buongiorno Regione
- Intervista di Tiziana Martorana a Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna (dal minuto '14)
Sicilia Sera -
Intervista di Filippo Cucina a Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna
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CIAO RITA, ESEMPIO PER IL MONDO. Stampa E-mail
 
DIRITTI CIVILI: FIGLI NATURALI COME FIGLI LEGITTIMI Stampa E-mail
FINALMENTE. Sì della Camera, ora i figli naturali hanno gli stessi diritti di quelli legittimi. La legge interessa centomila figli, il 20% del totale 366 sì, 31 no e 58 astenuti.

Mai più figli e figliastri. Finalmente anche in Italia i figli naturali sono equiparati ai figli legittimi, nati all'interno del matrimonio. Il disegno è diventato legge alla Camera con 366 favorevoli, 31 contrari, 58 astenuti ed è stato approvato in terza lettura. Sono centomila i figli naturali nel nostro paese, il 20% del totale.

BAMBINI TUTTI UGUALI - «La parentela è il vincolo tra le persone - dice la legge - che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo». Il figlio «nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto» dalla madre e dal padre «anche se già uniti in matrimonio con altra persona all'epoca del concepimento» e il riconoscimento «può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente». La legge riconosce ai figli naturali un vincolo di parentela con tutti i parenti e non solo con i genitori. Il che significa che in caso di morte dei genitori può essere affidato ai nonni e non dato in adozione come accade oggi. Inoltre questa parificazione ha conseguenze anche ai fini ereditari.
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PREMIO NOBEL PER MALALA Stampa E-mail
Il 9 ottobre 2012 Malala Yousufzai, una ragazza pakistana di 15 anni, è stata gravemente ferita con un colpo alla testa sparato da un uomo talebano dentro al pullman scolastico in cui si trovava. Malala è stata attaccata per la sua battaglia contro la distruzione delle scuole per ragazze in Pakistan. Ha rischiato la sua vita per aver difeso i diritti delle ragazze in tutto il mondo.La storia e il coraggio di Malala hanno ispirato un movimento globale e siamo convinti che debba vincere il Nobel per la Pace per il coraggio dimostrato. Per prima cosa dobbiamo aiutare Malala affinchè venga nominata per il Premio Nobel per la Pace. Solo alcune persone, come ad esempio i Parlamentari, possono proporre le candidature. Per dimostrare che anche noi italiane e italiani sosteniamo l’incredibile lavoro di Malala, dobbiamo convincere tutti i leader dei partiti politici a sostenere insieme la candidatura di Malala per il Premio Nobel per la Pace.
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E' L'ULTIMO TRENO PER LA SICILIA Stampa E-mail

 Quale Sicilia è emersa dopo il voto, e quali segnali inequivocabili hanno lanciato con il loro voto o il non voto  le siciliane e i siciliani alla classe politica che ha governato e ai partiti tutti? E quali risposte si attendono dal nuovo Presidente della Regione Crocetta?

Il primo dato che ha impressionato per la consistenza numerica è stata l’astensione, più della meta dei siciliani e delle siciliane non si è recata alle urne , il 52, 58 %. Non era mai successo in Sicilia  ma molti segnali ne annunciavano l’arrivo impetuoso:  il profondo malessere, la crisi economica, il dilagare nelle istituzioni della corruzione, l’arroganza senza precedenti di una classe politica attenta a gestire esclusivamente il  consenso fine a sé stesso, i suoi affari e il suo potere.

Incapace  di  leggere il profondo malessere che trasudava  dalle  le persone costrette a vivere ogni  giorno  in una terra dove  la illegalità, l’assenza di regole democratiche, il suo sistema clientelare e mafioso, l’assenza di un progetto di sviluppo economico sano, hanno soffocato  progetti ,speranze, idee, energie,   intelligenze,  competenze, schiacciate dalla crisi economica da un lato , dal dilagare della spesa pubblica regionale senza alcun controllo e finalizzata esclusivamente alla conservazione del potere e dall’altro all’assoluta incapacità di spendere per un progetto di sviluppo economico compatibile per la  Sicilia, buttando a mare le uniche risorse finanziarie  disponibili, quelle dei fondi che l’Unione Europea ha dato e che rischiano a fine anno il disimpegno. A tutto questo e a tanto altro ancora i siciliani e le siciliane attraverso il non voto  hanno urlato basta!  L’astensione in una democrazia matura non è mai un buon segno, misura la debolezza dei processi democratici, la grande crisi dei partiti, segnala un malessere diffuso e   richiede attenzione e cambiamenti radicali.

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CIAO CARMELA Stampa E-mail

L'assurda morte di CARMELA accoltellata e uccisa a Palermo sotto casa dal cosiddetto" fidanzato" per difendere la sorella Lucia dalla bestialità di un maschio inferocito Samuele.Ma come è possibile stroncare la vita di una ragazza per rivendicare il possesso, la proprità di un corpo, perchè solo di corpo si deve parlare. Di una donna. Sono 101 le donne uccise da mariti, fidanzati, amanti, compagni,fermatevi e riflettete ragazzi, il problema siete voi. I sentimenti, la relazione umana richiedono condivisione, amore, confronto, non possesso, non proprietà non eslusività. Questa ennesima stupida e insopportabile morte di Carmela serva almeno per farvi riflettere, ragionare e sopratutto interrogarvi e avviare un propfondo cambiamento nei rapporti umani e nelle relazioni con le donne. La vita è troppo preziosa per bruciarla così. Valeria Ajovalasit

 
SOLIDARIETA’ AI GIUDICI DI MILANO. ANCHE NOI FEMMINISTE E COMUNISTE! Stampa E-mail

Es

primiamo piena solidarietà alle “femministe e comuniste” del Tribunale di Milano per il dileggio dell’ex premier Berlusconi sulla sentenza di divorzio da Veronica Lario. “Non è la prima volta che Silvio Berlusconi delegittima il lavoro di chi quotidianamente è impegnato nella fatica della giurisdizione italiana - dice Valeria Ajovalasit, Presidente Arcidonna - i suoi attacchi sono, come sempre, inappropriati e strumentali. Invitiamo l’ex premier a lasciar lavorare chi lo sa fare meglio di lui e a ritirarsi dalla scena con quello che gli resta della sua dignità. È un onore per tutte noi essere femministe e comuniste se questo significa difendere i diritti delle donne.

 

 
MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI Stampa E-mail

Una vittoria, una svolta storica, una (finalmente) buona notizia per le donne dell’Africa e non solo: le Nazioni Unite hanno messo al bando le mutilazioni genitali femminili, che i tecnici definiscono in sigla “mfg”, che molti chiamano in modo improprio “circoncisione delle bambine”. Un voto che segna una svolta fondamentale, anche se non la fine della battaglia, la lotta infatti continua perché nella sola Africa ci sono 3 milioni di bambine ancora a rischio.

Le mutilazioni genitali femminili devono essere vietate in tutto il mondo. Ad affermarlo, con convinzione e chiarezza, è la risoluzione approvata ieri dall'Assemblea Generale dell'Onu. Il testo, il primo dedicato specificamente al tema, è stato presentato dal gruppo dei Paesi africani con il sostegno dell'Italia ed è stato approvato per consenso. Questa pratica è ancora molto diffusa in diversi Paesi africani, ma anche in Medio Oriente, in Asia meridionale, in Sud America e nelle comunità di immigrati in Europa, Nord America e Oceani. Secondo i dati raccolti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo ci sono circa 130 milioni di donne e bambine mutilate.

 
25 novembre: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE Stampa E-mail
Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un giorno scelto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999: l’Onu ha invitato tutti i governi, le ONG e le organizzazioni internazionali ad organizzare eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. Per dire NO al femminicidio, da Nord a Sud, in tutto il Paese, mostre, film, incontri e marce ricorderanno le vittime, oltre 100 dall’inizio dell’anno, e dare forza a chi subisce questa violenza, ma non ha il coraggio di denunciarla. Arcidonna dedica questa giornata a Carmela Petrucci, 17 anni. Gli appuntamenti nelle città italiane.
 
MERCOLEDI 21 NOVEMBRE 2012 INCONTRO IN ARCIDONNA ALLE ORE 15.00 Stampa E-mail

LA RELAZIONE TRA I GENERI UNA OPPORTUNITA’ O UN PROBLEMA ? 

Da molti anni l’associazione lavora con i ragazzi e le ragazze nelle scuole italiane promuovendo tra le nuove generazioni una cultura della democrazia paritaria che vede uomini e donne egualmente presenti e responsabili nelle decisioni che riguardano l’intera comunità. Per realizzare questi progetti abbiamo utilizzato i programmi europei  EQUAL, PON e POR.  I  modelli proposti sono diventati spesso in Europa best practices e attenzionati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Molte sono state anche le ricerche pubblicate (vedi il sito www.arcidonna.org). L’obiettivo generale è stato quello di sollecitare nei soggetti coinvolti una riflessione consapevole sul rapporto tra i generi e il mondo della politica e dell’economia, delle problematiche legate alla formazione e al mantenimento di stereotipi e ruoli di genere. L’ultima triste vicenda che ha sconvolto giovani e non, l’omicidio della ragazzina Carmela, uccisa per difendere la sorella Lucia dalla furia omicida del suo ex fidanzato, ripropone all’attenzione di noi tutti il tema della  relazione, non risolta,  tra i generi , che abbiamo più volte incrociata nel lavoro con gli studenti e le studentesse in tutti questi anni. Con questa iniziativa vogliamo stimolare una seria riflessione, ormai  non rinviabile: “La relazione tra i generi una opportunità o un problema?”. L’iniziativa dovrà coinvolgere i giovani, i docenti, i responsabili del governo, in particolare della Pubblica Istruzione e tutti colori che hanno a cuore il futuro di intere generazioni, compresse dalla crisi economica sociale e morale  di questa nostra società profondamente cambiata ma con contraddizioni e fragilità non ancora risolte.

VI ASPETTIAMO IN TANTI E TANTE IN ARCIDONNA

21 NOVEMBRE ORE 15.00
Arcidonna, Via Alessio Di Giovanni, 14 - PALERMO

 

 
CONGRATULAZIONI ALL'AMICA DIANA CULI Stampa E-mail
La scrittrice albanese Diana Çuli riceve il grado onorifico di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI).  

Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha insignito del grado onorifico di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI) la scrittrice albanese Diana Çuli.

L’onorificenza, destinata a ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione italiana nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, è stata consegnata dall’Ambasciatore italiano a Tirana, Massimo Gaiani, il 24 ottobre, presso la sede del Centro di Formazione Professionale per le Donne  di Durazzo. Giornalista, scrittrice e traduttrice, Diana Çuli ha saputo da anni raccontare con accuratezza e sensibilità le storie e i cambiamenti del suo Paese.  Grande amante ed esperta conoscitrice della lingua e cultura italiana, Diana Çuli ha ambientato alcuni dei suoi romanzi tra Italia e Albania ed ha pubblicato in italiano i romanzi Scrivere sull’acqua e Angeli armati. Da tempo è impegnata del settore della promozione dei diritti umani e dei diritti delle donne. Con la costante attività sociale e politica a sostegno del movimento femminile tanto in Albania quanto a livello regionale, ha dato un forte contributo alla promozione del ruolo della donna nella società, contribuendo ad approfondire significativamente la collaborazione in questo campo tra la Società e le Istituzioni delle due sponde dell’Adriatico.


 
PIU DONNE NEI CDA DELLE SOCIETA QUOTATE E DELLE SOCIETA PUBBLICHE Stampa E-mail
FIRMA ANCHE TU. Le firme saranno raccolte ENTRO IL 22 OTTOBRE dalla Prof.ssa Federiga Bindi ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), e inviate a Bruxelles, in calce ad una lettera tradotta in inglese e francese. E' un'iniziativa bipartisan che è partita dal Convegno ABI di Roma “Donne, Banche e Sviluppo. L'Italia che cambia, passo per crescere” - al quale GammaDonna ha preso parte il mese scorso - e che ha avuto impulso e accordo da parte dell’On. Golfo e On. Mosca, prime firmatarie della Legge 120/2011. La lettera (in allegato) ha l'obiettivo di rappresentare la posizione italiana nei confronti della proposta della Vice Presidente della Commissione Europea, Viviane Reding, che mira ad intervenire per rendere obbligatoria la presenza femminile nei CDA delle società quotate e delle società pubbliche dei paesi UE. L'iniziativa intrapresa intende raccogliere il maggior numero di firme, tra i singoli, le associazioni - non solo femminili, ma anche imprenditoriali, finanziarie e l’accademia -, tra i parlamentari italiani (in via assolutamente trasversale) ed i parlamentari stranieri, a supporto di un percorso che vede l’Italia posizionarsi come “best practice”, anche grazie al vostro prezioso contributo.


 

 
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