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PALERMO PRIDE 2013: dove c'è amore non ci può essere discriminazione Stampa E-mail

14 giugno 2013INAUGURATO DALLA PRESIDENTE BOLDRINI E DALLA MINISTRA IDEM IL PALERMO PRIDE 2013, PRIDE LGBTIQ NAZIONALE. 14/23 giugno 2013 Cantieri Culturali alla Zisa

 

"Siamo qui oggi a parlare di diritti. E nessuno può ridicolizzare questo nostro impegno: qui non vedo né carnevalate né pagliacciate" ha detto forte e chiaro il presidente della Camera Laura Boldrini inaugurando il Palermo Pride mentre un cinema intero la ascoltava rapito. La prima ad arrivare al Village allestito ai Cantieri culturali della Zisa di Palermo, accolta dal sindaco Leoluca Orlando, è stata il ministro delle Pari opportunità Josefa Idem, fasciata in un tailleur grigio: "Palermo è la location ideale per ospitare la festa dei diritti: quanta civiltà in questa città" ha detto. Quando il cinema De Seta era ormai pieno è arrivata anche la presidente della Camera, accolta da un lunghissimo applauso. "Qui si parla di diritti negati e troppo spesso violati", ha detto intervenendo al convegno "I diritti Lgbt sono diritti umani" che ha aperto ufficialmente la dieci giorni del Palermo Pride che culminerà sabato 22 con la sfilata dei carri per le vie del centro.

La Boldrini, nel suo appassionato intervento, ha lanciato con forza un appello alle forze politiche perchè prendano posizione in maniera chiara: "Devo fare una considerazione amara: la politica, in tema di diritti, avrebbe il compito di fare da apripista. È, invece, troppo spesso si muove in ritardo, a rimorchio delle scelte che una società matura reclama. Oggi, dobbiamo sapere andare oltre. Dobbiamo promuovere la discussione sulle leggi a tutela dei diritti delle coppie omosessuali. In diciotto paesi dell'Unione europea i gay e le lesbiche hanno il diritto di sposarsi o di contrarre un'unione civile. L'Europa non ci chiede solo politiche di rigore fiscale, non ci chiede solo austerità. L'Europa ci chiede anche di ampliare lo spettro dei diritti riconosciuti, ma non c'è la stessa fretta su questo punto".
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SICILIA: AMMINISTRATIVE 2013 Stampa E-mail

 

 
Il 9 e 10 giugno 2013 in Sicilia si voterà per le Amministrative
con una importante novità: la DOPPIA PREFERENZA DI GENERE, cioè si potranno dare due preferenze a una donna e un uomo in tutti i Comuni anche i più piccoli. Peccato che le siciliane e i siciliani non sono stati informati. L’assessore Patrizia Valente e il Presidente Crocetta nulla hanno fatto per diffondere questa importante conquista voluta fortemente dalle donne. Nessuna comunicazione sui media, nessun manifesto nei Comuni dove si vota. Certo, chi ha gestito fino adesso i nostri Comuni non vuole mollare, dunque basta non far sapere. L’introduzione della doppia preferenza di genere, che è già legge a livello nazionale, in Sicilia sembra sia stata introdotta solo formalmente per adeguarsi al livello nazionale, basta non far sapere niente a nessuno.

Peccato, ancora una volta la Sicilia mostra per intero il suo volto conservatore e la sua debolezza democratica.

Siiiiii…lenzio in Sicilia si vota.

Valeria Ajovalasit 

 
Arcidonna all'incontro con la Ministra Idem Stampa E-mail

 

Lo scorso 22 maggio, il mondo dell'associazionismo ha incontrato Josefa Idem, Ministra delle Pari Opportunità a Roma per discutere e confrontarsi sul tema del femminicidio. Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna, intervenendo nel dibattito, ha rappresentato il lungo lavoro dell'associazione, presente in Italia e in Europa da oltre 25 anni, sul tema delle discriminazioni e delle violenze.

 "Centoventisette femminicidi nel 2012, 25 dall'inizio dell'anno. E' inaccettabile". Così la Ministra per le Pari Opportunità, lo Sport e le Politiche giovanili, Josefa Idem, denuncia i recenti e drammatici episodi di violenza che hanno riempito le prime pagine dei giornali del nostro Paese, e che “richiedono un intervento coordinato e condiviso che affronti tale tematica in modo organico ed in sinergia con i principali attori rappresentativi a livello nazionale”.

“La prima cosa da fare – prosegue Idem - è conoscere il fenomeno a fondo. A riguardo è mia intenzione istituire in tempi rapidi una task force interministeriale, al quale siederanno, oltre a rappresentanti delle Pari Opportunità, dell’Interno e della Giustizia, anche i ministeri della Salute, del Lavoro, dell’Istruzione, della Difesa, dell'Economia e dell'Integrazione”. Il fine del gruppo sarà quello di portare avanti “progetti integrati che garantiscano una maggiore incisività nel contrasto al problema della violenza di genere”.

Per assicurare una maggiore efficacia la Ministra Idem ha incontrato, presso il Salone d’onore del Comando generale della Guardia di Finanza, i rappresentanti del mondo dell’Associazionismo e dalle Istituzioni competenti, che quotidianamente offrono sostegno alle vittime e pongono in essere azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale.

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Camera, ok alla Convenzione di Istanbul Stampa E-mail
Il sì unanime dai deputati per le norme contro la violenza sulle donne. L'applauso dell'emiciclo. Ora il testo passa al Senato.

All'unanimità. Cioè, con 545 sì. La Camera ha approvato la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta nei confronti delle donne e la violenza domestica siglata a Istanbul nel maggio del 2011. Si tratta del primo strumento internazionale per la lotta alla violenza contro le donne. Il provvedimento va ora al Senato.

IL TRATTATO - Ma cosa prevede la convenzione? Contrasta ogni forma di violenza, fisica e psicologica sulle donne, dallo stupro allo stalking, dai matrimoni forzati alle mutilazioni genitali e impegno a tutti i livelli sulla prevenzione, eliminando al contempo ogni forma di discriminazione e promuovendo «la concreta parità tra i sessi, rafforzando l'autonomia e l'autodeterminazione delle donne». Si tratta di 81 articoli che sono stati ratificati ad oggi da quattro Stati: Albania, Montenegro, Turchia, Portogallo. L'Italia è il quinto Stato. Ma serve la ratifica di almeno 10 Stati perché la Convenzione diventi esecutiva.

LA VIOLENZA - In particolare l'articolo 5 sancisce l'obbligo degli Stati di astenersi da qualsiasi atto che costituisca una forma di violenza nei confronti delle donne e di garantire che le autorità, i funzionari, i rappresentanti statali e tutti i soggetti pubblici si comportino in conformità di quello che è un obbligo. Appare quindi opportuno che i funzionari e gli addetti delle forze dell'ordine e del settore giudiziario e medico siano specificamente formati per affrontare tutte le forme di violenza contro le donne. Sempre l'articolo 5 prevede che le nazioni che sottoscrivono la convenzione dovranno adottare le misure legislative e di altro tipo necessarie per esercitare concretamente tutti quegli atti utili a prevenire, indagare, punire i responsabili e risarcire le vittime di atti di violenza contro le donne.

 
CIAO FRANCESCA. Stampa E-mail
L'8 aprile scorso è scomparsa Francesca Molfino, che salutiamo con affetto ricordandone la splendida figura di brillante studiosa, di acuta osservatrice della realtà delle donne nel nostro Paese e di autentica femminista.
 
 
Domani 22 giugno alle ore 15,00, presso la Casa Internazionale delle Donne a Roma, la ricorderemo insieme con gratitudine e rimpianto in un incontro che sarà dedicato a lei e alla sua importante biografia di donna e di femminista.
 
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