Osservatorio di genere


 

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PRIMARIE UE: Monica Frassoni Presidente Stampa E-mail

“Come sapete nel 2014 ci saranno le elezioni per il nuovo PE e la nuova Commissione. Ho scelto di candidarmi alle Primarie Verdi perché voglio dare un mio personale contributo a questo esperimento di democrazia on-line. È questo lo strumento giusto per dimostrare ai cittadini che esiste un'alternativa a questa negatività che avvolge oggi l'Europa: e questa alternativa è verde. L'Europa non è ancora pronta per un presidente della Commissione ecologista? Siamo solo una goccia nell'oceano di attori della rivoluzione verde che verrà? Forse, ma possiamo cominciare a raccogliere consenso. Possiamo fin da adesso dimostrare che il voto per le Primarie Verdi non è solo una simpatica trovata, ma un serio impegno a creare uno spazio politico di portata Ue. Un progetto europeo condiviso esisterà solo nel momento in cui eleveremo la democrazia al di sopra dei singoli contesti nazionali e l'Ue sarà, così, percepita dai cittadini come un'istituzione utile, integrata e legittima.” La Presidente nazionale di Arcidonna, Valeria Ajovalasit e l'Associazione tutta, sostengono la candidatura di Monica Frassoni.

IL PROGRAMMA DI MONICA FRASSONI

 

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25 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE Stampa E-mail
Il 25 novembre è la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne indetta dalle Nazioni Unite nel 2008. Quest’anno in particolare l’Onu osserva che, sebbene ci siano stati  notevoli progressi nelle politiche nazionali volte a ridurre la violenza sulle donne, più di cento paesi sono privi di una legislazione specifica contro la violenza domestica e più del 70 % delle donne nel mondo sono state vittime nel corso della loro vita di violenza fisica o sessuale da parte di uomini. Tuttavia, anche considerazioni di carattere pratico hanno contribuito a ostacolare ulteriore progresso: senza forti forme di collaborazione e finanziamenti sufficienti non si potranno fare passi in avanti per combattere la violenza. A tale scopo il Segretario Generale si è impegnato a cercare un finanziamento di cento milioni di dollari l’anno entro il 2015, da destinare al Fondo fiduciario per porre fine alla violenza contro le donne.
 
FIRMA LA PETIZIONE PER I 30 DELL'ARTICO Stampa E-mail

Ana Paula ha 31 anni, è brasiliana e voleva solo manifestare pacificamente contro la decisione della Russia di trivellare nell’Artico. Ora lei e gli altri 29 membri della nave Arctic Sunrise di Greenpeace sono rinchiusi in una prigione russa e potrebbero doverci stare per chissà quanto. Ma possiamo gettare loro un’ancora di salvezza.  Gli attivisti di Greenpeace, alcuni rinchiusi in celle di isolamento, rischiano quindici anni di carcere con l’accusa assurda di pirateria. Il loro crimine? Aver appeso uno striscione su una piattaforma petrolifera russa per manifestare contro le trivellazioni in profondità in uno dei posti più belli e al tempo stesso fragili del pianeta. Molti governi occidentali hanno già protestato per questa situazione, ma ora Ana Paula e Greenpeace stanno chiedendo aiuto direttamente alla comunità di Avaaz per rendere davvero globale la protesta.  Assieme possiamo rivolgerci ad alcuni dei più importanti partner commerciali e politici della Russia, come Brasile, India, Sud Africa e Unione Europea, per chiedere la liberazione dei 30 dell’Artico. Il nostro obiettivo è il milione di firme per Ana Paula e i suoi compagni. Raggiunto quel traguardo, Avaaz proietterà i loro volti in luoghi simbolici, per mantenere la vicenda sotto i riflettori dei media:

http://www.avaaz.org/it/free_the_arctic_30_loc/?brxVbbb&v=30394 

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Violenza di genere, approvato il decreto legge Stampa E-mail

8 agosto 2013 - Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge in materia di sicurezza e per il contrasto alla violenza di genere, con l’obiettivo principale di  combattere e prevenire il fenomeno della violenza sulle donne e il femminicidio.Tre gli obiettivi fondamentali: prevenire la violenza di genere, punirla in modo certo e proteggere le vittime. Tra le misure approvate: l’aumento della pena, per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, se alla violenza assiste un minore di anni 18 (la cosiddetta “violenza assistita”, uno dei fattori di rischio principali per la trasmissione intergenerazionale della violenza); provvedimenti contro lo stalking messo in atto anche attraverso strumenti informatici o telematici; l’arresto obbligatorio in flagranza per delitti di maltrattamento familiare e stalking. CONSULTA IL DECRETO

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PO in Francia: multe e diffide alle aziende che non rispettano la parità di retribuzione Stampa E-mail
Se si accetta la disuguaglianza retributiva si accettano le disuguaglianze in tutta la società”: sono state dure le parole di Najat Vallaud-Belkacem, ministro dei Diritti delle Donne in Francia, che ha recentemente annunciato di aver multato dall’inizio dell’anno quattro aziende francesi che non rispettavano le pari opportunità in busta paga tra dipendenti uomini e donne. Il ministro ha anche comunicato la diffida nei confronti di ben 400 altre aziende francesi, che avranno sei mesi di tempo per uniformare le retribuzioni.

E in Italia quando verranno presi provvedimenti simili?

 
CHIUSURA ESTIVA Stampa E-mail

 

 

ARCIDONNA VI AUGURA BUONE VACANZE.

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE.

 
PRESIDENTE LETTA VIA DAL SUO GOVERNO IL VICEMINISTRO BRUNO ARCHI Stampa E-mail

Ruby, Sel chiede le dimissioni di Archi:

Il viceministro degli Esteri Bruno Archi, membro del governo Letta, è nell’occhio del ciclone, in quanto ieri il tribunale di Milano, pronunciando la sentenza di condanna a sette anni nei confronti di Silvio Berlusconi per il processo Ruby, ha reso nota l’intenzione di inviare alla procura gli atti relativi a trentadue testi, tra cui l’esponente del Pdl, in quanto avrebbero testimoniato il falso nel corso del processo.

Arcidonna chiede l'intervento del Presidente del Consiglio Enrico Letta, garante della legalità e della trasparenza del suo governo. Le dimissioni del Viceministro, dopo la incredibile vicenda della Ministra Josefa Idem, devono essere immediate. Da questo grave incidente giudiziario si rischia di appannare fortemente la credibilità del governo all'estero e dell'intero paese. La Idem è già fuori dal governo e dovremmo tenerci un Viceministro indagato per falsa testimonianza? Che Paese è questo?

 

 
 
GLOBAL GENDER GAP REPORT 2013: ITALIA ULTIMA IN EUROPA Stampa E-mail
Parità uomo donna: Italia ultima in Europa. Su 136 Paesi, l'Italia arriva solo al 71esimo posto per quanto riguarda l'uguaglianza delle opportunità tra i sessi ed è l'ultima in Europa. Lo indica il Global Gender Gap Report 2013 del World Economic Forum (WEF) di cui oggi è stata pubblicata l'ottava edizione. In vetta alla classifica si trovano i quattro paesi nordici europei, Islanda, Finlandia, Norvegia e Svezia, mentre fanalino di coda è lo Yemen.
La ricerca svolta dal WEF - che riguarda 136 Paesi, nei quali si concentra il 93% della popolazione mondiale - esamina il problema delle pari opportunità in diversi ambiti, dalla sanità, alle possibilità di sopravvivenza, all'accesso all'istruzione, alla partecipazione alla vita lavorativa, sociale, politica ed economica. Il Global Gender Gap Report 2013 rileva che 86 Paesi hanno migliorato il gap tra il 2012 e il 2013, soprattutto nel campo della partecipazione politica, dove sono emersi i maggiori progressi. Fra i primi 10 paesi figurano anche le Filippine e il Nicaragua. Dei paesi del G20, il più virtuoso è la Germania, pur al 14esimo posto. Gli Stati Uniti sono in 20esima posizione, la Russia è 61esima, la Cina 69esima, l'India 101esima. "Molti Paesi devono cambiare radicalmente mentalità per quanto riguarda le questioni legate al capitale umano e, in particolare, su come integrare meglio le donne nei piani alti dell'economia", ha indicato il fondatore del WEF Klaus Schwab citato nel comunicato. "Questo cambiamento nel modo di pensare e di agire non è un obiettivo del futuro, ma dev'essere attuato adesso", ha aggiunto Schwab.
Roma, 25 ott. (TMNews) LEGGI IL REPORT INTEGRALE
 
Malala Yousafzai Premio Nobel per la libertà di persiero Stampa E-mail

Malala Yousafzai è l’incarnazione del coraggio e della pace e per questo motivo il Parlamento europeo le ha assegnato il premio Sakharov per la libertà di pensiero. Il premio, il nome è dello scienziato e dissidente sovietico Andrej Dmitrievic Sacharov, dal 1988 viene assegnato a personalità o organizzazioni che abbiano dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali.
L’anno scorso è stato attribuito all’avvocatessa iraniana Nasrin Sotoudeh e al regista de “Il cerchio” (2000), anche lui iraniano, Jafar Panahi. Malala Yousafzai, è appena uscito il suo primo libro dal titolo “Io sono Malala”, è l’adolescente pachistana sfuggita nel 2012 a un attentato dei talebani che volevano impedirle di andare a scuola. (qui il video del suo toccante discorso all’Onu)

Il presidente dell’europarlamento Martin Schulz annunciando la scelta di premiare la giovane pachistana, davanti ai giornalisti prima di comunicarla ufficialmente in plenaria ha dichiarato: La Conferenza dei presidenti ha deciso all’unanimità di onorare Malala Yousafzai, questa ragazza della Valle dello Swat in Pakistan, per il suo coraggio di andare a scuola, di incoraggiare le altre ragazze ad andare con lei a scuola in un ambiente ostile, mentre era minacciata di morte dai talebani. Dopo le minacce è stata attaccata. Fortunatamente è sopravvissuta ai colpi che quei criminali le hanno sparato. Così il Parlamento europeo ha deciso di onorare una ragazza che ha incoraggiato le altre con il suo esempio: andiamo a scuola, non facciamoci intimidire, pretendiamo i nostri diritti di ragazze, donne, ad essere rispettate. Riuscire a farlo sotto minaccia di morte, significa che questa è davvero una ragazza eroica ed io sono fiero che il Parlamento europeo abbia riconosciuto l’esempio di questa ragazza”.

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Femminicidio. OK lampo del Senato Stampa E-mail
L’Aula del Senato ha approvato in via definitiva con 143 sì e tre no il decreto legge con le misure per la sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, la protezione civile e il commissariamento delle Province. Lega Sel e M5S non hanno partecipato al voto. L’astensione al Senato avrebbe avuto il valore di voto negativo.
 
Premio dell’Unione europea per donne innovatrici Stampa E-mail

Dopo il successo della prima edizione, la Commissione europea ha lanciato la seconda edizione del Premio europeo per le donne innovatrici, che premierà tre donne che abbiano conseguito importanti innovazioni e le abbiano portate sul mercato.Il concorso è aperto a tutte le donne che abbiano fondato o co-fondato la loro società e che abbiano ad un certo punto della loro carriera beneficiato di finanziamenti di programmi quadro dell’Unione europea nell’ambito della Ricerca o di Competitività e Innovazione.

Il primo premio è di 100.000 euro, secondo premio di euro 50.000 e il terzo premio di 25.000 euro.

La premiazione avverrà sulla base di criteri di originalità, commerciabilità dei prodotti e servizi sviluppati, impatto economico e sociale per l’Europa e contenuto scientifico dell’innovazione.
Il concorso è aperto fino al 15 ottobre 2013.

Approfondimenti: EU Prize for Women Innovators 2014

 
ARS SICILIA: SI VOTA LA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE Stampa E-mail

Oggi, 9 luglio, in aula all’ARS si vota la modifica della legge elettorale con l’introduzione della doppia preferenza di genere, una importantissima norma antidiscriminatoria che ha già dato, nell’ultima tornata amministrativa importanti risultati sia a livello nazionale che regionale. La presenza delle donne nei consigli e in giunta ha raggiunto più del 30%. Adesso le donne siciliane si attendono,  martedì in aula,  una  conferma della norma, la doppia preferenza di genere,  per le elezioni regionali, indispensabile per raggiungere una piena partecipazione democratica delle donne all’Assemblea Regionale Siciliana.

Questa norma è ancora più importante dopo l’eliminazione del listino del Presidente. I segnali che giungono non sono incoraggianti e la giusta riduzione del numero dei deputati, renderà ancora più difficile la battaglia. La necessità dunque oggi non è quello di rinviare o rallentare il riequilibrio della rappresentanza tra donne e uomini nelle cariche elettive, ma al contrario  imprimere un’accelerazione nell’introduzione di azioni positive in tutta la legislazione regionale, troppi in questi anni sono stati i passi indietro sia sul fronte dei diritti che sul fronte dei modelli culturali. Alla bieca difesa del potere e dei privilegi occorre contrapporre  un potente slancio riformatore vitale per le nostre istituzioni regionali  fortemente aggredite dalla cancrena della corruzione. Siamo certe che in difesa della democrazia partecipata sarà al nostro fianco il Presidente della Regione Crocetta e tutti i deputati e le deputate che hanno a cuore questo obiettivo.

Valeria Ajovalasit

Presidente nazionale di Arcidonna

 
ARCIDONNA FA APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ENRICO LETTA Stampa E-mail
L’attacco indecoroso alla Ministra Josefa Idem, colpevole soltanto di un errore amministrativo, che sembra già sanato, nasconde in realtà ben altro. Per questo facciamo appello al Presidente del Consiglio Enrico Letta di respingere al mittente e non cedere alle pressioni da parte dei partiti, che con un colpo solo vogliono far fuori una Ministra, che ha dimostrato, in questi pochi mesi di lavoro, grande sensibilità, voglia di ascolto verso le associazioni e un forte desiderio di aggredire diritti da troppo tempo negati. E’ forse questa la vera ragione? L’attacco ci sembra fuori misura, trasparenza si, ma intolleranza no, signor Presidente del Consiglio. Le logiche del bilancino e del potere molto care ai partiti vanno respinte. Siamo certe e fiduciose che accoglierà, con la serietà che le riconosciamo, il nostro appello, chiudendo così questo spiacevole incidente e riconfermando la piena fiducia alla sua Ministra Josefa Idem.
Valeria Ajovalasit
Presidente nazionale Arcidonna
 
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